
Vendere non è mai stato facile, richiede personalità, cordialità, capacità di
relazione, conoscenze tecniche, insomma tutte quelle abilità e competenze su
cui per anni abbiamo fatto corsi di formazione.
Ma vendere in tempi di crisi è ancora più
difficile e non solo perché ci sono meno soldi in circolazione.
“Ai
tempi dei miei genitori” racconta Navid Anayati, titolare insieme al fratello
dello storico negozio di tappeti Persian House in corso Magenta a Milano
“vendere voleva dire rimanere in negozio, accogliere i clienti, presentare i
nostri bellissimi tappeti, consigliare, forse fare un po’ di pushing per
accelerare la decisione. Ma sostanzialmente voleva dire rimanere in negozio ed
aspettare i clienti. Se facessimo così anche oggi, potremo chiudere nel giro di
una settimana”.
Cambiamo
settore, latitudine e prodotto.
Agostino, “anonimo” titolare di una concessionaria di moto nel Nord-Est
racconta: “Dal 2008 le vendite nel nostro settore sono crollate. La crisi economica ha certamente influito ma anche un
mutamento radicale del modo di acquistare e vendere nel nostro settore. Prima
nella nostra concessionaria c’era sempre un via vai pazzesco, anche solo per
vedere, informarsi, portare gli amici. Ora” dice sconsolato “sembra di essere
nel deserto dei tartari!”
La
prima deduzione che ne possiamo ricavare quindi è: i clienti non si possono più aspettare ma bisogna andarli a cercare.
Anche in quei settori dove tradizionalmente era il cliente ad andare a cercare
il proprio fornitore.
“I nostri venditori però” continua Agostino “sono
sempre stati abituati ad accogliere i clienti, per loro è impensabile uscire e
creare nuovi contatti”.
Un
libro bellissimo, “The fourth turning”,
uscito negli anni ’90 negli Stati Uniti aveva previsto esattamente la crisi che
stiamo vivendo ora. Gli autori, William
Strauss e Neil Howe sostengono che in tutte le epoche ci sono dei
cicli storici di sviluppo economico e recessione. E fin qui niente di nuovo.
Quello che loro sottolineano è che chi vuole fare business
non può comportarsi allo stesso modo in tempi di espansione o di recessione
economica. In tempi di crisi bisogna
essere molto più intelligenti, attenti e disponibili nei confronti del mercato
e soprattutto attenti e concentrati su alcune competenze chiave. La seconda
deduzione la potremo dunque riassumere così: se il mondo cambia è necessario cambiare il nostro approccio al mondo e
il nostro modo di vendere, specie in tempi difficili.
“Il
nostro modo di vendere” racconta Navid “è cambiato radicalmente: è cambiata la
nostra offerta (non più solo i classici tappeti persiani, adesso ad esempio ci
stiamo concentrando sui tappeti ecologici, costruiti riciclando camere d’aria),
la capacità di creare partnership (recentemente abbiamo organizzato eventi nella
settimana del Salone del Mobile), il nostro servizio ai clienti (costruiamo
tappeti personalizzati). Non aspettiamo che i clienti entrino nel nostro
negozio ma ce li andiamo a cercare.”
Proviamo
allora ad elencare le competenze chiave
per vendere in tempo di crisi.
MINDSET E PROATTIVITA’
Gli
esseri umani tendono a costruirsi modelli di interpretazione del mondo e di
comportamento che poi tendono a replicare. Per intenderci classici automatismi.
Questa è una capacità molto utile, soprattutto in termini di risparmio
energetico: pensate cosa vorrebbe dire riflettere ogni volta che dobbiamo
cambiare marcia alla macchina!
In
alcuni momenti però i vecchi automatismi possono essere una vera iattura.
Filtrano in modo obsoleto le informazioni che arrivano da un mercato in
cambiamento e impediscono di vedere e creare nuove strategie.
Capire i propri meccanismi mentali, saperli
resettare e costruire dei modelli adeguati al tempo attuale è indispensabile
per vendere in tempo di crisi.
LOCUS OF CONTROL INTERNO E RESILIENZA
In
tempi di crisi tutto è più difficile e il rischio di trovare sul proprio
percorso ostacoli non previsti é all’ordine del giorno. Essere resilienti
significa saper affrontare i momenti
difficili trovando la motivazione dentro di sé, l’unica per altro che funzioni
davvero. Si può imparare da alcuni grandi campioni sportivi o anche da semplici
persone che hanno saputo ripartire da zero dopo aver perso tutto: un bel libro
da leggere a questo proposito è “La
fortuna non esiste” di Mario Calabresi.
Conoscere il livello del proprio locus of
control e allenarsi alla resilienza è indispensabile per vendere in tempo di
crisi.
OTTIMISMO
Spesso
si definisce l’ottimismo la capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno. In
parte è così ma non è solo questo: essere ottimisti vuol dire saper leggere la
realtà in un’ottica di possibilità e di costruzione. Vuol dire prendere forza
dai propri successi e mettere in conto e relativizzare i propri insuccessi,
molto elevati in tempi di crisi. Niente a che vedere con Alice nel paese delle
meraviglie! Per essere ottimisti bisogna
essere realisti, solo che il modo di reagire alla realtà lo decidiamo noi:
indispensabile per vendere in tempi di crisi.
CORAGGIO E EMPOWERMENT
Il
coraggio di cambiare, di diventare più bravi, di superare i limiti che ci siamo
autoimposti, di adottare comportamenti di successo non è affatto una competenza
qualsiasi! "La nostra paura più profonda non è di essere
inadeguati, la nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni
limite". (Mandela)
Saper superare gli angusti confini che
ci siamo costruiti è indispensabile per vendere in tempo di crisi.
Ma
anche in tempo di crisi ci sono delle buone notizie! Gli esseri umani, venditori compresi, hanno
una grande capacità di imparare, comprese quelle competenze che sembrano essere
depositate nel patrimonio genetico. Non
è vero che coraggiosi e ottimisti si nasce, volendo si può anche imparare.
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