

Il mio intervento ovviamente era legato al tema della formazione e dello sviluppo delle persone nei contesti aziendali.
In particolare la domanda era: cosa c’entra la cultura umanistica con i manager e con le organizzazioni?
Abbiamo parlato di competenze e abilità umane più che umanistiche indispensabili per occuparsi di formazione e sviluppo. Ecco una piccola traccia della discussione.
- Tutto quello che ci succede nella vita è utile
- Si impara di più, ovviamente se non ci si piange addosso, dalle esperienze difficili
- È meglio mettere passione in tutto quello che si fa
- Ogni esperienza ha un senso, anche se in quel momento non sembra. Se non lo si trova subito, diventerà chiaro più avanti…
- Le debolezze, a saperci lavorare su, si possono trasformare in punti di forza
- Curiosità per l’essere umano
- Ottimismo per il suo sviluppo
- Saperlo comprendere, farsi intenerire dalle sue debolezze
- Essere consapevoli che si impara qualcosa davvero da tutti
- Saper ascoltare, ascoltare, ascoltare…
- Partire sempre dall’esperienza dell’altro
- Sapersi ascoltare e aiutare gli altri ad ascoltarsi
- Imparare ed insegnare a rielaborare la propria esperienza
- Saper gestire la propria incertezza per aiutare a gestire l’incertezza altrui
- Sembrerà banale…ma saper riflettere
- Essere consapevoli che ognuno è artefice del proprio destino
Cosa ci chiedono negli ultimi anni?
- Cambiamento
- Leadership ispirante/relazionale/diffusa…
- Cambiamento
- Conflitto
- Cambiamento
- Lavoro di squadra
- Cambiamento
- Proattività
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